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AGILITY E CAMBI DI DIREZIONE NELL’ALLENAMENTO DI GIOVANI CALCIATORI: DIFFERENZE NEI DIVERSI RUOLI DI GIOCO

Esistono differenze per quanto riguarda l’agility e i cambi di direzione tra i giovani calciatori praticanti diversi ruoli di gioco? Questa è la domanda che mi sono posto a conclusione del mio percorso di studi triennale presso l’Università degli studi di Roma “Foro Italico”, e alla quale ho provato a dare risposta svolgendo una tesi sperimentale su tale tema. Prima di iniziare facciamo una distinzione tra queste 2 abilità: l’agility è una qualità che dipende da diverse capacità motorie come potenza, velocità, equilibrio ed anche da fattori morfologici e antropometrici. Un cambio di direzione pre-programmato è descritto come la “velocità del cambio di direzione” ed è ben distinto dall’agility che invece coinvolge una reazione ad uno stimolo.

Sulla base di questa domanda ho svolto uno studio sperimentale il cui fine è stato quello di verificare le differenze di prestazione nei cambi di direzione prestrutturati e nell’agility in giovani calciatori con età compresa tra i 13 e i 16 anni andando ad analizzare in particolare le differenze riscontrate tra i giocatori che ricoprono differenti ruoli di gioco. L’obiettivo è stato quello di ottenere delle indicazioni metodologiche nella gestione dell’allenamento di queste capacità per massimizzare la prestazione nei diversi ruoli di gioco.

 

  • SVOLGIMENTO DELLO STUDIO

Tutti i partecipanti allo studio sono stati sottoposti a 4 tipologie di test volti a valutare la velocità nei cambi di direzione (test prestrutturati e validati) e della capacità di agility (test reattivi di risposta ad uno stimolo). Successivamente i soggetti sono stati suddivisi in 3 gruppi in base al ruolo che abitualmente ricoprono in partita (difensori, centrocampisti e attaccanti), per verificare se la prestazione nei diversi ruoli richiedesse in forma differente la capacità di agility e la velocità dei cambi di direzione.

Lo studio è stato eseguito su un campione di 92 elementi, descritto in tabella 1, composto da ragazzi di 13 anni (n.24) e 14 anni (n.35) appartenenti alla categoria “giovanissimi”, disputanti campionati a livello provinciale e regionale e ragazzi di 15 anni (n.25) e 16 anni (n.8) appartenenti alla categoria “allievi”, disputanti anch’essi campionati provinciali e regionali. Il campione è suddiviso in: 32 difensori, 37 centrocampisti e 23 attaccanti.

Criteri di esclusione allo studio: i giocatori testati non dovevano aver contratto infortuni recentemente e dovevano praticare calcio da almeno 2 anni. Gli atleti svolgevano 3 allenamenti a settimana della durata di 90 minuti ciascuno, più una partita il fine settimana. Ogni seduta di allenamento comprendeva una fase di condizionamento fisico curata da un preparatore fisico e una fase specifica tecnico tattica gestita dall’allenatore. Essendo minorenni è stato fatto firmare ai genitori un consenso informato alla loro partecipazione a questo studio osservativo.

PARTECIPANTI

ETÀ(anni) PESO(Kg) ALTEZZA(cm)

BMI

GRUPPO UNICO (92)

14.18±0.92

59.18±9.93

172.53±8.53

19.76±2.22

DIFENSORI (32)

14.06±0.80

60.97±9.50 174.81±8.91*

19.85±2.06

CENTROCAMPISTI (37)

14.11±0.84

57.86±9.77 170.24±8.06

19.83±2.16

ATTACCANTI (23)

14.48±1.16

58.83±10.82 173.04±8.13

19.51±2.57

*p<0.05 difensori vs centrocampisti

(Tabella 1: gruppi partecipanti allo studio)

 

  • TEST ESEGUITI

Per effettuare questo studio ho raccolto ed analizzato dei dati su 4 tipi di test riguardanti l’agility e i cambi di direzione che sono:

  1. Y TEST REATTIVO
  2. Y TEST PRESTRUTTURATO
  3. ILLINOIS TEST MODIFICATO
  4. ILLINOIS CON PALLA

Ogni test è stato svolto in giorni diversi, senza sovraccaricare gli atleti per non interferire sui risultati. I test sono stati effettuati nei mesi di novembre e dicembre 2014 su campi da calcio sintetici in condizioni meteo stabili. Gli atleti sono stati precedentemente avvisati dell’esecuzione del test.

 

  1. “Y TEST” REACTIVE AGILITY TEST

Questo test è fondamentale per la valutazione dell’agility di un calciatore che deve essere molto abile nel cambiare direzione in risposta ad uno stimolo (in questo caso visivo). Tale test presenta la forma di una “Y” e consiste in un primo sprint di 3m frontale e un successivo sprint di 3m obliquo (di 45°) o a destra o a sinistra (figura 1).

(Figura 1: “Y test” reactive agility test)

L’atleta deve completare il percorso il più velocemente e accuratamente possibile. Un elemento fondamentale in questa prova è il tempo decisionale per effettuare il cambio di direzione non appena l’atleta riceve l’impulso visivo. Minore è il tempo decisionale, migliore è la prova del giocatore il quale riesce quindi a cambiare direzione più velocemente e con una tecnica migliore.

Procedura: la prova è composta da 8 ripetute con 4 cambi di direzione a destra e 4 a sinistra in sequenza casuale e diversa per ogni giocatore (i giocatori non devono sapere prima dove effettuare il cambio di direzione, il che invaliderebbe la prova). Gli atleti disposti dietro il punto di “start” al segnale dell’esaminatore effettuano uno scatto di 3m in avanti, subito dopo la partenza viene mostrato loro uno dei due colori che indica la direzione del cambio di direzione (rosso cambio di direzione a destra, giallo cambio di direzione a sinistra). Appena mostrato il colore l’atleta deve essere velocissimo ad analizzare l’impulso visivo ed effettuare il cambio di direzione (obliquo di 45°) per 3m. Il tempo viene fermato appena il giocatore raggiunge il punto di arrivo. L’atleta deve completare la prova il più velocemente possibile, cercando di diminuire il tempo decisionale che è un elemento fondamentale dell’agility. La durata di questo test è molto breve (circa 2 secondi) e tra una ripetuta e l’altra l’atleta ha avuto 2 minuti di recupero.

 

  1. “Y TEST” PRESTRUTTURATO

Mentre il precedente test è fondamentale per valutare l’agility, l’ Y test prestrutturato viene utilizzato per la valutazione esclusiva dei cambi di direzione. La struttura del test è uguale a quella del test precedente (figura 1), con la differenza che in questo caso manca l’impulso visivo e il processo decisionale, il giocatore sa quindi in anticipo dove effettuare il cambio di direzione.

Procedura: il test consiste in 8 ripetute con 4 cambi di direzione a destra e 4 a sinistra, agli atleti viene comunicato in anticipo in quale direzione devono effettuare il cambio di direzione. I giocatori disposti dietro il punto di “start” al segnale dell’esaminatore effettuano uno scatto di 3m in avanti seguito da un cambio di direzione (obliquo di 45°) sempre di 3m prima a destra e poi a sinistra. Appena raggiunto il punto di arrivo viene fermato il tempo. I giocatori devono svolgere questa prova il più velocemente e accuratamente possibile, curando al massimo la tecnica dei cambi di direzione. Come per il primo la durata di tale test è molto breve (circa 2 secondi) e anche in questo tra una ripetuta e l’altra l’atleta ha avuto 2 minuti di recupero.

 

  1. ILLINOIS TEST MODIFICATO

 L’Illinois test modificato (MICODT) è un test specifico, affidabile e valido per il calcio giovanile poiché, rappresenta i gesti che i giovani calciatori compiono in partita. Questo test consiste in una prova a tempo che coinvolge sprint lineari e molteplici cambi di direzione intorno a degli ostacoli (figura 2).

(Figura 2: Illinois test modificato)

Procedura: questo test presenta la forma di un quadrato con lato di 5m come dimostrato nella figura 2. Al segnale di partenza l’atleta disposto dietro il cono di “start” sprinta perpendicolarmente alla linea di partenza ed effettua i vari cambi di direzione alla massima velocità, mostrando attenzione a non urtare gli ostacoli e seguendo il percorso segnalato in figura. Il tempo viene fermato non appena l’atleta raggiunge il cono di arrivo. Nel completare il percorso di circa 30m i giocatori impiegano un tempo che va dagli 11-13 secondi. Il test è composto da 3 ripetute, e tra una ripetuta e l’altra i giocatori hanno avuto un recupero che va tra i 3 e i 4 minuti.

 

  1. ILLINOIS CON PALLA

Anche questo test è specifico per il calcio poiché ha lo scopo di unire la corsa e l’abilità dei cambi di direzione con la componente del tiro in porta. Questa prova è quindi utile nella valutazione dei cambi di direzione e nel verificare l’abilità tecnica e la precisione del tiro in porta effettuando 4 tiri con 4 palloni posti in posizioni differenti. Durante la prova l’atleta deve essere abile ad accelerare e decelerare coordinandosi nel modo migliore per calciare il pallone e fare gol (figura 3).

(Figura 3: Illinois con palla)

 

Procedura: i palloni sono disposti in linea a determinate distanze l’uno dall’altro come rappresentato in figura 3. L’atleta disposto sulla linea di partenza, al segnale dell’esaminatore scatta in avanti, raggiunta la linea dei palloni esegue dei cambi di direzione in corsa laterale raggiungendo i palloni e calciando forte in porta (non è presente il portiere). I palloni vengono calciati in un ordine prestabilito e i calciatori sono consapevoli della sequenza (ordine rappresentato in figura 3). Dopo aver calciato il 4° pallone il giocatore deve effettuare uno sprint correndo indietro raggiungendo il punto di partenza dove verrà fermato il tempo. I cambi di direzione in questo test vengono svolti quindi in tutte le direzioni. Il gol ha una valenza molto importante poiché ogni rete sottrae 0,25s al tempo totale effettuato. Il test consiste in 2 ripetute, e tra una ripetuta e l’altra l’atleta ha avuto 2 minuti di recupero.

 

  • PROTOCOLLO SVOLGIMENTO TEST

Prima di ogni test i giocatori hanno svolto sotto la guida di un preparatore fisico, un riscaldamento della durata di 15 minuti che comprendeva: corsa a bassa intensità combinata con movimenti di mobilità articolare prima degli arti superiori e poi prevalentemente degli arti inferiori; vari esercizi di skip, corsa calciata, laterale e incrociata; brevi scatti ed allunghi. Tutti i test sono stati svolti subito dopo il riscaldamento, evitando quindi la fatica che si potrebbe manifestare alla fine della seduta di allenamento. Dopo il riscaldamento è stato spiegato e dimostrato ai calciatori il test evidenziando i fini e gli obiettivi dello studio, subito dopo la spiegazione è stata fatta fare agli atleti una prova per farli familiarizzare con il circuito.

 

  • DISCUSSIONE DEI RISULTATI

Analizzando i dati dei diversi test è emerso che dividendo il campione per ruoli la correlazione tra i risultati dei test sui cambi di direzione prestrutturati si è mantenuta significativa e con valori pressoché uguali per centrocampisti ed attaccanti e gruppo unico. Tale alta correlazione per centrocampisti e attaccanti nei test sui cambi di direzione può essere motivata dal fatto che nel calcio moderno c’è più universalità durante gli allenamenti e la partita e quindi anche gli attaccanti devono essere molto bravi nella gestione del pallone, partecipando attivamente alla costruzione delle manovre offensive e non limitarsi soltanto alla finalizzazione dell’azione. Inoltre spesso i ruoli a questo livello giovanile, non sono ancora definiti e possono essere intercambiabili. È poi emerso che i difensori differenziano i loro risultati rispetto agli altri ruoli ed al gruppo unico nella mancanza di correlazione tra il test Illinois con palla e Y reattivo. Tale differenza è probabilmente dovuta al fatto che i difensori stanno già differenziando le loro prestazioni reattive da quelle condizionali e tecniche. La spiegazione di tale risultato può essere che i difensori, rispetto agli altri gruppi, presentano una maturazione antropometrica e di capacità condizionali maggiore, migliorando così la prestazione nei cambi di direzione prestrutturati con palla, riportando un risultato simile a quello degli atleti più adulti. Considerando il confronto tra le medie dei risultati ottenuti per ciascun test dai tre gruppi di giocatori distinti per ruolo, non sono state rilevate differenze significative in nessun test di valutazione dei cambi di direzione, molto probabilmente perché i calciatori analizzati sono giovani non di élite e non ancora molto specializzati nei ruoli di gioco, inoltre nella preparazione fisica del calcio moderno non ci sono differenze sostanziali soprattutto tra attaccanti e centrocampisti. Solo nell’Y test reattivo è stata riscontrata una differenza significativa tra difensori e attaccanti con i primi più lenti rispetto agli attaccanti. Non è stata evidenziata invece similitudine nei risultati tra le due capacità dei difensori (soprattutto centrali) e centrocampisti, nelle correlazioni che riguardano i test di Illinois con palla, probabilmente dovuto al fatto che i difensori toccano meno palloni e sono meno coinvolti nell’impostare il gioco rispetto i centrocampisti.

Differenze anche a livello di misure antropometriche potrebbero giustificare, già a questa età differenti risultati rilevabili nelle correlazioni di quasi tutti i test effettuati. Infatti la statura è risultata significativamente differente tra difensori e centrocampisti, con i primi che risultano più alti dei centrocampisti, probabilmente perché in questa fascia di età c’è un’estrema variabilità delle caratteristiche antropometriche dovuta al diverso processo di sviluppo.

 

  • CONCLUSIONE

In conclusione possiamo affermare che, gli allenatori di ragazzi che non hanno completato l’accrescimento a livello antropometrico e la maturazione delle capacità motorie, basandosi sullo studio dei cambi di direzione prestrutturati ed agility, dovranno allenare i loro atleti rispondendo ad un principio di varietà delle proposte di allenamento, piuttosto che alla finalità di allenare differenti capacità e abilità.

Per quanto riguarda la differenziazione tra i ruoli in riferimento alla capacità di cambi di direzione prestrutturati e non, mi sentirei di suggerire di incrementare la capacità tecnica con palla, negli atleti orientati al ruolo di difensori e cercare di allenarli su cambi di direzione con spostamenti più brevi e marcati in modo da migliorare la rapidità, tra l’altro avendo l’esigenza di utilizzare i giovani giocatori spesso in ruoli sempre diversi durante la partita.

 

DB TRAINING “MAKE THE DIFFERENCE”